Terapie digitali nei LEA: cosa cambia per la sanità digitale in Italia

Le terapie digitali nei LEA rappresentano uno dei passaggi più importanti per il futuro della sanità digitale in Italia. Per anni le Digital Therapeutics, o DTx, sono state considerate un ambito innovativo ma ancora distante dai percorsi ordinari di cura. Oggi, invece, il dibattito normativo sulle terapie digitali apre una fase nuova per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Regioni, per i professionisti sanitari e per i pazienti.
L’approvazione alla Camera del disegno di legge sulle terapie digitali segna un primo passaggio rilevante verso il riconoscimento delle DTx all’interno dei percorsi sanitari. Il provvedimento dovrà completare il proprio iter, ma il messaggio è chiaro: le terapie digitali, se validate, certificate e integrate correttamente nei percorsi clinici, possono diventare una componente concreta della cura digitale.
Cosa sono le terapie digitali
Le terapie digitali non sono semplici app per il benessere. Sono dispositivi medici software, marcati CE, progettati per prevenire, gestire o trattare specifiche condizioni cliniche attraverso interventi basati su evidenze scientifiche.
Una terapia digitale deve quindi rispondere a requisiti precisi: validazione clinica, sicurezza, qualità regolatoria, protezione dei dati, appropriatezza d’uso e integrazione con il percorso assistenziale. È questa la differenza principale tra una DTx e una generica applicazione digitale.
L’introduzione delle terapie digitali nei percorsi di cura può contribuire a migliorare l’accesso ai servizi, la continuità assistenziale, la personalizzazione degli interventi, l’aderenza terapeutica e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Terapie digitali e LEA: una nuova fase per il Servizio Sanitario Nazionale
Il possibile inserimento delle terapie digitali nei LEA apre un tema centrale: rendere accessibili strumenti digitali clinicamente validati all’interno di percorsi di cura appropriati e monitorabili.
Non sarà sufficiente introdurre una definizione normativa. Sarà necessario costruire un ecosistema solido, fondato su evidenze cliniche, valutazione HTA, sicurezza informatica, interoperabilità, protezione dei dati personali e sostenibilità economica.
La sfida dei prossimi mesi sarà quindi normativa, clinica, culturale e industriale.
Sarà normativa, perché occorrerà definire criteri chiari per valutazione, accesso, prescrizione e rimborso.
Sarà clinica, perché i professionisti sanitari dovranno essere messi nelle condizioni di comprendere, prescrivere, integrare e monitorare le terapie digitali nei percorsi assistenziali.
Sarà culturale, perché sarà necessario distinguere le terapie digitali certificate dalle semplici app per il benessere.
Sarà industriale, perché l’Italia ha l’occasione di valorizzare competenze, ricerca e tecnologie sviluppate nel Paese, evitando di limitarsi a importare modelli dall’estero.
One Health Vision e lo sviluppo di terapie digitali certificate
Per One Health Vision, questo passaggio ha un significato particolare.
Dal 2008 OHV investe nello sviluppo di soluzioni digitali terapeutiche, in un periodo in cui in Italia il tema delle DTx era ancora poco presente nel dibattito pubblico e sanitario. L’azienda ha scelto di lavorare sulla medicina digitale quando il mercato non era ancora maturo, la regolamentazione era in evoluzione e parlare di terapie digitali significava, prima di tutto, spiegare cosa fossero.
Questa scelta nasce da una convinzione precisa: la medicina digitale non è una moda tecnologica, ma una naturale evoluzione dei modelli di cura.
In questi anni One Health Vision ha sviluppato un portafoglio di soluzioni digitali certificate, con particolare attenzione alla riabilitazione cognitiva, alla riabilitazione logopedica, allo screening digitale e alla presa in carico del paziente.
Si tratta di soluzioni pensate per l’utilizzo in contesti clinici reali, integrate nei percorsi assistenziali e orientate a generare valore per pazienti, professionisti sanitari, strutture cliniche e sistemi regionali.
DTx, evidenze cliniche e responsabilità
Il riconoscimento delle terapie digitali richiede rigore. Le DTx devono essere valutate non solo come strumenti tecnologici, ma come interventi sanitari veri e propri.
Questo significa lavorare su più livelli:
- evidenze cliniche;
- marcatura CE e conformità regolatoria;
- valutazione HTA;
- appropriatezza prescrittiva;
- sicurezza dei dati;
- interoperabilità con i sistemi sanitari;
- monitoraggio degli esiti;
- sostenibilità economica.
Solo un approccio di questo tipo può consentire alle terapie digitali di entrare nei percorsi di cura in modo serio, sicuro e realmente utile.
Il futuro della cura digitale in Italia
Le terapie digitali possono rappresentare una grande opportunità per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Regioni, per i professionisti sanitari e soprattutto per le persone che accedono ai percorsi di cura.
Questa opportunità, però, deve essere costruita con responsabilità, rigore scientifico e visione di sistema.
One Health Vision è pronta a contribuire al dialogo con istituzioni, società scientifiche, università, IRCCS, aziende sanitarie, associazioni di pazienti e partner industriali, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nello sviluppo di soluzioni digitali certificate.
L’Italia si trova davanti a un passaggio decisivo.
Il futuro della cura digitale non è più solo un’ipotesi. È un percorso che sta iniziando ora.
E One Health Vision è pronta a contribuire con competenza, responsabilità e innovazione italiana.






