I disturbi della comunicazione e del linguaggio

I disturbi della comunicazione comprendono deficit del linguaggio (forma, funzione e utilizzo di un sistema convenzionale di simboli), dell’eloquio (produzione espressiva di suoni) e della comunicazione (comprende qualsiasi comportamento verbale o non verbale che influenza il comportamento, le idee e le attitudini di un altro individuo).

l disturbo di linguaggio, definito come Disturbo Primario di Linguaggio, è una condizione molto frequente nei bambini di età superiore ai 3 anni.

I bambini hanno un udito normale, non presentano danni neurologici e ottengono punteggi tipici nei test di intelligenza. La loro difficoltà si incontra nella produzione di parole e frasi, rispetto ai loro coetanei.

I disturbi della comunicazione rappresentano i disturbi di sviluppo più frequenti tra i 2 e i 6 anni di età. Si possono raggruppare in sottocategorie, ovvero:

  • Disturbo del linguaggio
  • Disturbo fonetico-fonologico
  • Disturbo della fluenza
  • Disturbo della comunicazione sociale pragmatica
  • Disturbo della comunicazione

BALBUZIE

Disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia. La balbuzie può essere distinta in:

  • Balbuzie evolutiva, a esordio prevalente nella prima infanzia.
  • Balbuzie neurogena, che consegue ad alterazioni cerebrali.
  • Balbuzie psicogena, secondaria ad alterazioni psichiche.
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DISTURBO FONETICO FONOLOGICO

Il disturbo fonetico-fonologico descrive una difficoltà relativa alla produzione di alcuni fonemi: inversioni, omissioni o sostituzioni che talvolta interferiscono sull’intellegibilità e sulla comunicazione verbale.

La ridotta capacità comunicativa può ripercuotersi nelle interazioni sociali e scolastiche.

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DISARTRIA

La disartria è il più frequente disturbo acquisito della comunicazione, insorto, cioè, dopo l’acquisizione del linguaggio verbale.

È un disordine motorio che consegue a un danno del sistema nervoso centrale e/o di quello periferico (vasculopatie, traumi, infiammazioni, malattie degenerative, neoplasie, malformazioni ecc.) che compromette le fasi del controllo e dell’esecuzione dei movimenti necessari per produrre la parola

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Come riconoscere i disturbi del linguaggio e della comunicazione

Già tra i 16 e i 24 mesi si può evidenziare un ritardo nell’esordio delle prime parole per denominare oggetti e azioni

Dai 24 ai 36 mesi una ridotta dimensione del vocabolario e soprattutto l’assenza di associazioni di più parole possono essere considerati campanelli d’allarme.

Tra i 3 e i 5 anni il linguaggio dovrebbe assumere le caratteristiche dell’espressione adulta, perciò la difficoltà nella pronuncia, il non utilizzo di frasi complesse e l’incapacità di raccontare sono aspetti da tenere in osservazione in quanto predittori di Disturbo Primario di Linguaggio.

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